Derby numero 269, strano derby di Settembre.
Derby decisivo solo per noi e noi non tradiamo davanti al profumo della sfida decisiva.
E' stato un confronto tra anime.
Loro, tutto muscoli ma vuoti dentro.
Noi, forse mediamente meno forti, ma mentalmente feroci.
E' stato un confronto tra opposte mentalità. Tra storie, sentimenti, valori diversi.
Il derby di Ronaldinho, che finalmente si prende San Siro e un piccolo grande pezzo di storia; il derby di Ancelotti, che si conferma un maestro.
Il nostro derby! Cercato, voluto, conquistato, festeggiato!
Partita spigolosa, lenta, tattica. Squadre attente e prudenti, ma la fantasia ce l'abbiamo noi e la fantasia può tutto.
Basta un tocco e San Siro si infiamma. Uno scatto, uno scambio e si capisce che qualcosa di bello potrebbe accadere in qualsiasi momento.
E qualcosa, al minuto 37, accade. Lampo di Ronaldinho, pennellata di Kakà, firma di Ronaldinho. Da quel momento in poi in difesa si alza un muro, a centrocampo si sciolgono i mastini, in attacco si liberano i geni della lampada.
E come sempre accade nei derby vinti, loro ad un certo punto vengono sopraffatti dalla frustrazione: Materazzi si fa cacciare dalla panchina per proteste, non essendosi accorto che nel primo tempo aveva commesso un (presunto) fallo identico a quello per il quale protestava; Burdisso si fa cacciare perché probabilmente è l'unico difensore di ruolo in campo e, come tale, è l'unico che si preoccupa di difendersi dagli attacchi di Kakà che gli scappa da tutti i lati; Stankovic non si fa cacciare per grazia ricevuta, malgrado commetta un evidente e violento fallo di frustrazione.
E alla fine, Mourinho, che il giorno prima aveva detto che Morganti era un ottimo arbitro, fa capire che se potesse lo strozzerebbe a mani nude: sono bastate 5 partite in Italia per fargli dimenticare tutti gli anni trascorsi in Inghilterra. Comunque auguri anche a lui perché in un certo senso deve festeggiare una giornata storica, vuoi o non vuoi: la prima sconfitta in Italia. Felicissimi di avergli fatto da padrini in questo battesimo.
Complimenti alla Lazio, grande sorpresa del campionato: il 4-1 di 8 giorni fa acquista ancora più valore alla luce degli ultimi risultati.
Ancora complimenti di vero cuore a quella grande compagine del Bologna: squadra di veri e propri fenomeni!
Derby decisivo solo per noi e noi non tradiamo davanti al profumo della sfida decisiva.
E' stato un confronto tra anime.
Loro, tutto muscoli ma vuoti dentro.
Noi, forse mediamente meno forti, ma mentalmente feroci.
E' stato un confronto tra opposte mentalità. Tra storie, sentimenti, valori diversi.
Il derby di Ronaldinho, che finalmente si prende San Siro e un piccolo grande pezzo di storia; il derby di Ancelotti, che si conferma un maestro.
Il nostro derby! Cercato, voluto, conquistato, festeggiato!
Partita spigolosa, lenta, tattica. Squadre attente e prudenti, ma la fantasia ce l'abbiamo noi e la fantasia può tutto.
Basta un tocco e San Siro si infiamma. Uno scatto, uno scambio e si capisce che qualcosa di bello potrebbe accadere in qualsiasi momento.
E qualcosa, al minuto 37, accade. Lampo di Ronaldinho, pennellata di Kakà, firma di Ronaldinho. Da quel momento in poi in difesa si alza un muro, a centrocampo si sciolgono i mastini, in attacco si liberano i geni della lampada.
E come sempre accade nei derby vinti, loro ad un certo punto vengono sopraffatti dalla frustrazione: Materazzi si fa cacciare dalla panchina per proteste, non essendosi accorto che nel primo tempo aveva commesso un (presunto) fallo identico a quello per il quale protestava; Burdisso si fa cacciare perché probabilmente è l'unico difensore di ruolo in campo e, come tale, è l'unico che si preoccupa di difendersi dagli attacchi di Kakà che gli scappa da tutti i lati; Stankovic non si fa cacciare per grazia ricevuta, malgrado commetta un evidente e violento fallo di frustrazione.
E alla fine, Mourinho, che il giorno prima aveva detto che Morganti era un ottimo arbitro, fa capire che se potesse lo strozzerebbe a mani nude: sono bastate 5 partite in Italia per fargli dimenticare tutti gli anni trascorsi in Inghilterra. Comunque auguri anche a lui perché in un certo senso deve festeggiare una giornata storica, vuoi o non vuoi: la prima sconfitta in Italia. Felicissimi di avergli fatto da padrini in questo battesimo.
Complimenti alla Lazio, grande sorpresa del campionato: il 4-1 di 8 giorni fa acquista ancora più valore alla luce degli ultimi risultati.
Ancora complimenti di vero cuore a quella grande compagine del Bologna: squadra di veri e propri fenomeni!

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