28 novembre 2008

Serie A: un triste declino.

Mi sto chiedendo, da un po' di tempo, se nel calcio moderno conti ancora così tanto la tecnica rispetto al fisico, all'atletica. Chiarisco: meglio un fenomeno che non corre o un onesto "operaio" che vola palla a terra?
La partita di ieri contro il Portsmouth (che non è esattamente il Santos di Pelè) non è stata solo una mezza sconfitta per il Milan -in fondo siamo scesi in campo tranquilli, (de)motivati il giusto, con la casacca dell'allenamento addosso, essendo abituati a palcoscenici ben più nobili- ma è stata, ai miei occhi, la totale e defintiva disfatta del calcio italiano su quello inglese. E spagnolo, aggiungerei, visto che i due campionati, dopo averci superato dal punto di vista dell'appeal, ormai vanno a braccetto.
Il calcio italiano è vecchio.
I nostri tatticismi sono inutili.
I nostri allenamenti sono fallimentari.
I nostri tecnici presuntuosi e rissosi.
I nostri giocatori, delle stelline sciocche.

- Calcio vecchio, perché l'unica innovazione che io ricordi da anni a questa parte (escludendo il capolavoro ancelottiano di Pirlo regista basso) è il fatto di schierare dei terzini al posto delle ali pure, o delle ali al posto dei terzini. Ma è roba risalente all'epoca d'oro di Zaccheroni, più di 10 anni fa.

- Tatticismi inutili perché è da idioti seguire, coprire, occupare quando gli altri non seguono, non coprono, non occupano e ti rimbambiscono con la loro velocità.

- Gli allenamenti sono FALLIMENTARI perché, a memoria, una squadra italiana non ha quasi mai battuto una squadra inglese dal punto di vista atletico. Anche il più scarso giocatore di serie C inglese, corre più di uno qualsiasi dei nostri. C'è da chiedersi il perché.

- I nostri tecnici sono presuntuosi perché vogliono imbrigliare i giocatori nelle loro idee a tal punto da renderli incapaci di giocare.

- Giocatori come stelline sciocche perché anche il peggior Galloppa si atteggia a star (e glielo si lascia fare) senza che abbia dimostrato alcunché!

Ora basta sul serio.
Bisogna veramente cambiare e in fretta!
In serie A si gioca malissimo, dobbiamo dircelo chiaramente! Il gioco è spezzettato, lento. Se in una partita una squadra fa 3 passaggi "di prima", scrosciano gli applausi: rendiamoci conto!
E poi quegli inutili e orribili lanci lunghi...
Bisogna fare caso a una cosa: nella Premier l'80% dei passaggi è rasoterra. Ma rasoterra nel senso che la palla non fa neppure un rimbalzino e scorre (veloce e precisa!) come una biglia, da un calciatore all'altro (e qui ci sarebbe un ampio capitolo da aprire sui terreni di gioco e sugli stadi, ma sorvoliamo per oggi).
E, dulcis in fundo, la principale causa di ogni fallimento italico: il movimento senza palla che da noi non si sa neppure cosa sia.
Il Milan è l'emblema di questo problema.
Nel Milan non c'è quasi nessuno che si muova senza prima aver ricevuto la palla tra piedi. E come noi, tanti altri.
Poi incontri 11 minatori che corrono come i pazzi e noi, con le nostre signorine in campo tutte acconciate e ingioiellate, non capiamo nulla.

Il Milan di Sacchi vinceva perché non solo aveva una squadra di fenomeni, ma aveva dei fenomeni che correvano all'impazzata. Gente che finiva la stagione fuori di testa, tanto era stato l'impegno fisico e mentale.

Oggi, invece, alla seconda giornata si fa turnover. Dopo tre partite consecutive un giocatore chiede di "rifiatare" e intanto il nostro calcio precipita sempre più in basso. Mentre noi ci preoccupiamo di fare le star e ci ripetiamo come consolazione, ciò che era vero 10 anni fa -abbiamo il campionato più bello e difficile del mondo- le altre nazioni hanno i campionati più seguiti, più ricchi e (loro sì!) più belli. Continuiamo così?

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