04 dicembre 2008

Post Lazio

E' ufficiale: siamo di nuovo in crisi e io sono felice.
Felice perché, purtroppo, il Milan ha tantissimi pregi e un grande difetto: per reagire (anche a livello dirigenziale) deve prima toccare il fondo.
Non avendo dei dirigenti obiettivi, ma avendo dirigenti per i quali conta solo il risultato invece del gioco della squadra e di altre componenti fondamentali come l'età della rosa, le motivazioni, l'importanza dei giocatori in prospettiva, sono costretto a sperare che il Milan sprofondi sempre più in basso per consentire loro di capire che siamo messi veramente male.
Ieri sera, per la prima volta e solo per un secondo, ho pensato a una vera rifondazione e ad un Milan senza Carlo Ancelotti.
La vera rifondazione è necessaria, Carlo Ancelotti anche: malgrado tutto, malgrado la squadra non giochi bene e questa non può non essere anche una sua colpa, io sto ancora con lui.

Ma non mi piace parlare di mercato nelle difficoltà, anche se le difficoltà evidenziano in maniera inequivocabile gli errori fatti in sede di mercato.
Preferisco parlare di questo momento (anche sfortunato!) in cui stanno venendo fuori in contemporanea i difetti di ogni giocatore: le distrazioni di Jankulovski, la fragilità di Pirlo, la reattività di Ronaldinho, la normalità di Abbiati, l'appannamento di Kaladze... tutte cose ben note ma che, sommate, ci fanno perdere certe partite.
E in tutto questo il Real prende Huntelaar. Poi parleremo anche di questo.

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