13 gennaio 2009

Eppur si muove

La storia del Milan ci insegna che le nostre grandi fortune nascono dal coraggio; pensiamo al coraggio di Berlusconi nel volere fortemente Sacchi prima e Capello poi: nel coraggio di Ancelotti di inventare Pirlo centrocampista basso e via di seguito.
Ogni cambiamento radicale, il più delle volte, ha significato una svolta positiva.
Vengo al punto: domenica è successo qualcosa. Qualcosa si è mosso all'interno del grande gigante stanco e statico che è il Milan degli ultimi anni.
Leggere la formazione anti Roma "a 6 stelle", credo mi abbia provocato un mix di sensazioni tra cui la paura di perdere di brutto. Ammetto di aver pensato che Ancelotti fosse impazzito ad inserire quei 6 là davanti e Favalli (Favalli!) in difesa, tuttavia conoscendo il mio allenatore, ho anche pensato che dietro questa scelta ci fosse più di un motivo logico.
Dopo 10 minuti, nel vedere il terrore della Roma al solo guardare negli occhi chi aveva davanti, ho capito che ancora una volta aveva ragione lui. Aveva ragione Ancelotti.
Una formazione del genere non l'avrebbe messa in campo nessuno. Chiunque avrebbe pensato che fosse un suicidio tattico, follia pura, eppure se non avessimo i piedi d'argilla, non saremmo crollati su noi stessi regalando 2 goal da polli agli avversari e avremmo vinto la partita.
Mi è piaciuto lo spirito di sacrificio di Beckham, la sua umiltà, la sua voglia di sacrificarsi per la squadra, il suo non essere per nulla star in campo; lo strapotere fisico di Pato che parte 10 metri dietro Mexes (il nostro Mexes?) e si trova 10 metri avanti in 5 secondi, avendo ancora la lucidità per solleticare il pallone, scavalcare il portiere e piazzare l'1-2 all'angolino; la ritrovata vena di Pirlo, dato in non perfette condizioni fisiche; l'esperienza di Maldini che a 40 anni, fisico permettendo, ancora fa quello che vuole.
Questa è la strada e noi l'abbiamo imboccata. Spero solo che alcuni nostri cronici difetti, come l'assenza di movimento e la pochissima voglia di correre, vengano presi seriamente in considerazione perché possiamo realmente dire ancora la nostra, se lo vogliamo.
...e mentre noi giocavamo contro la Roma, in Francia Gourcuff segnava un goal che ho dovuto rivedere 5 volte per crederci. Una cosa pazzesca. Una cosa mostruosa.
Riprendiamocelo!

Ricominciamo da qui. Ricominciamo da Pato e Gourcuff, statemi a sentire! Mettiamoli dentro, facciamoli sbagliare in pace ma per pietà... facciamoli giocare.
Ah, buon anno a tutti.

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