Se penso al mio stato d'animo dico che oggi non sono contento.
Si apre un nuovo ciclo, si inizia a respirare aria nuova, ci saranno cambiamenti importanti (si spera) eppure per adesso è molto più grande il dolore per ciò che si è perso rispetto alla curiosità frizzantina per ciò che ci aspetta.
Sono stato da sempre un estimatore, un adoratore di Carlo Ancelotti. Sono stato e sono convinto, sperando col cuore di essere smentito, che a parità di rose Carlo Ancelotti sia il miglior tecnico del mondo. L'unico problema è che negli ultimi 3/4 anche 5 anni il Milan non ha mai avuto la rosa più forte. Malgrado questo abbiamo raggranellato un bel po' di vittorie tutte mertito esclusivamente della sapienza tattica di un uomo solo: Carlo Ancelotti, appunto.
Perdiamo un grandissimo, perdiamo tanto. Io ne sono cosciente oggi, spero che tutti quellio che ora festeggiano non debbano battersi il petto e diventarne coscienti più avanti.
Sono personalmente convinto che non esistano squadre che giocano bene e squadre che giocano male. Più semplicemente, per com'è il calcio di oggi, esistono squadre che corrono o non corrono: noi sono anni che non corriamo e questo non cambierà né con Leonardo, né con l'arrivo di chiunque altro.
E' questo su cui si deve lavorare. Il resto, tutto, passa in secondo piano.
Capitolo Leonardo.
Si riparte da un giovanissimo brasiliano che, in verità, mi intriga molto. Progetto affascinante, fresco, positivo.
Se le sue idee saranno supportate da qualche sforzo della società per rendere la rosa realmente all'altezza, e se le sue spalle si dimostreranno abbastanza larghe per una panchina del genere, potremo certamente divertirci. Penso che la base del suo progetto sarà far rendere al massimo i brasiliani, Ronaldinho in testa. Se riuscisse "solo" a far questo sarebbero dolori per tutti. Oltre a ciò Leonardo parla di gioco veloce, pressing alto, tutte cose che conosciamo bene e che abbiamo imparato ad apprezzare in questi ultimi 20 anni. Speriamo.
Tanto dispiacere per Carlo Ancelotti, ripeto, ma se doveva andare così allora buttiamoci con fiducia in questa nuova avventura.
Ancora non si sa bene in che direzione si andrà; se ci sarà una rivoluzione o se ci sarà una ristrutturazione: forse non abbiamo bisogno della prima cosa, certamente non possiamo farci bastare la seconda.
Ci vuole una via di mezzo: qualcosa di radicale ma non troppo, diciamo.
Ancora non si sa bene neppure che potere politico avrà il nuovo tecnico del Milan. Quello che spero è che le sue richieste vengano esaudite in pieno e poi si giudicherà.
Ultima considerazione sull'imbarazzante conferenza stampa di Galliani; ormai non riesce più a parlare se non ricorda a tutti che siamo il club più titolato del mondo.
Sul serio: basta!
E a chi gli ricorda che il Milan nell'ultimo anno non ha vinto niente lui, non si sa con quale tipo di calcolo o ragionamento, riesce a dire che "non è vero: abbiamo vinto il mondiale per club".
Basta, basta! Per pietà.
Si apre un nuovo ciclo, si inizia a respirare aria nuova, ci saranno cambiamenti importanti (si spera) eppure per adesso è molto più grande il dolore per ciò che si è perso rispetto alla curiosità frizzantina per ciò che ci aspetta.
Sono stato da sempre un estimatore, un adoratore di Carlo Ancelotti. Sono stato e sono convinto, sperando col cuore di essere smentito, che a parità di rose Carlo Ancelotti sia il miglior tecnico del mondo. L'unico problema è che negli ultimi 3/4 anche 5 anni il Milan non ha mai avuto la rosa più forte. Malgrado questo abbiamo raggranellato un bel po' di vittorie tutte mertito esclusivamente della sapienza tattica di un uomo solo: Carlo Ancelotti, appunto.
Perdiamo un grandissimo, perdiamo tanto. Io ne sono cosciente oggi, spero che tutti quellio che ora festeggiano non debbano battersi il petto e diventarne coscienti più avanti.
Sono personalmente convinto che non esistano squadre che giocano bene e squadre che giocano male. Più semplicemente, per com'è il calcio di oggi, esistono squadre che corrono o non corrono: noi sono anni che non corriamo e questo non cambierà né con Leonardo, né con l'arrivo di chiunque altro.
E' questo su cui si deve lavorare. Il resto, tutto, passa in secondo piano.
Capitolo Leonardo.
Si riparte da un giovanissimo brasiliano che, in verità, mi intriga molto. Progetto affascinante, fresco, positivo.
Se le sue idee saranno supportate da qualche sforzo della società per rendere la rosa realmente all'altezza, e se le sue spalle si dimostreranno abbastanza larghe per una panchina del genere, potremo certamente divertirci. Penso che la base del suo progetto sarà far rendere al massimo i brasiliani, Ronaldinho in testa. Se riuscisse "solo" a far questo sarebbero dolori per tutti. Oltre a ciò Leonardo parla di gioco veloce, pressing alto, tutte cose che conosciamo bene e che abbiamo imparato ad apprezzare in questi ultimi 20 anni. Speriamo.
Tanto dispiacere per Carlo Ancelotti, ripeto, ma se doveva andare così allora buttiamoci con fiducia in questa nuova avventura.
Ancora non si sa bene in che direzione si andrà; se ci sarà una rivoluzione o se ci sarà una ristrutturazione: forse non abbiamo bisogno della prima cosa, certamente non possiamo farci bastare la seconda.
Ci vuole una via di mezzo: qualcosa di radicale ma non troppo, diciamo.
Ancora non si sa bene neppure che potere politico avrà il nuovo tecnico del Milan. Quello che spero è che le sue richieste vengano esaudite in pieno e poi si giudicherà.
Ultima considerazione sull'imbarazzante conferenza stampa di Galliani; ormai non riesce più a parlare se non ricorda a tutti che siamo il club più titolato del mondo.
Sul serio: basta!
E a chi gli ricorda che il Milan nell'ultimo anno non ha vinto niente lui, non si sa con quale tipo di calcolo o ragionamento, riesce a dire che "non è vero: abbiamo vinto il mondiale per club".
Basta, basta! Per pietà.

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