Il problema è più complesso della semplice vendita di un calciatore pur importante.Il problema è che qui c'è qualcuno che mente sapendo di mentire.
Kakà un giorno dice che se fosse per lui rimarrebbe.
La società, il giorno dopo, vola a Madrid a consegnarlo a Florentino (non li abbiamo fatti neppure scomodare, cosa ancora più vergognosa!), e poi dice "se Kakà volesse rimanere tutto salterebbe."
Finisce un'epoca, mi verrebbe da dire se non fosse già finita da un pezzo.
La società, il giorno dopo, vola a Madrid a consegnarlo a Florentino (non li abbiamo fatti neppure scomodare, cosa ancora più vergognosa!), e poi dice "se Kakà volesse rimanere tutto salterebbe."
Finisce un'epoca, mi verrebbe da dire se non fosse già finita da un pezzo.
- Il Milan ha perso la sua anima.
- I pezzi dell'anima del Milan sono in vendita al miglior offerente.
- Il Milan vende i propri giocatori per soldi.
- Un qualsiasi presidente può andare da Berlusconi e dirgli "ti porto via i giocatori più importanti."
Tutte frasi che un tempo venivano ripetute (al contrario) dalla dirigenza del Milan, presidente in testa, per far capire la forza, la compattezza della società.
Oggi, evidentemente, questa frasi vanno corrette.
Oggi, evidentemente, tutto è cambiato.
Se un tempo Galliani diceva "prenderemo un big all'anno" oggi probabilmente dovremo imparare a perdere un big all'anno. Perché questa politica a questo porta!
Oggi offrono tanto a Kakà e il Milan non può pareggiare l'offerta.
Domani accadrà lo stesso con Pato, con Pirlo ecc. e quindi ci sarà sempre questo "ottimo" motivo per mandare via i pezzi migliori. Esattamente come fa l'Udinese, l'Atalanta.
Berlusconi non vuole più spendere certe cifre.Berlusconi non vuole più ripianare.Giusto, giustissimo... ma allora che cosa ci sta a fare nel calcio?Perché non lascia?
Il calcio non è guadagno, il calcio è passione!
Perché fa finta di averlo dimenticato?
E' immorale pagare un calciatore 9/10 milioni di euro?
Giusto!
Ma è immorale anche pagarlo 1 milione di euro, se è per questo.
E' immorale anche pagarlo 300 mila euro all'anno (1000 euro al giorno) se il metro di paragone è la gente che 1000 euro li guadagna in un mese e mezzo.
Ma di che cosa stiamo parlando?
Ci accorgiamo solo oggi che il calcio sconfina nell'immoralità?
Io credevo che il calcio fosse, da sempre (cioè dagli inizi del secolo scorso) l'emblema dell'immoralità senza bisogno che la nostra ipocrita società venisse a ricordarcelo ogni volta che ha nelle mani un'offerta buona.
"Il Milan non può perdere 60 milioni all'anno".
Sono d'accordissimo caro sig. Galliani.
Ma il Milan perde 60 milioni all'anno anche perché lei continua a sbagliare acquisti (Oliveira a 20 milioni! Emerson! Ronaldo! Rivaldo! Redondo! Shevchenko bis!) e continua a rinnovare in maniera folle certi contratti!
Pensiamo a Dida che, poverino, non ha più la minima idea di come si stia in porta!
Pensiamo a Seedorf, un giocatore che sono anni che cammina in campo!
Pensiamo a Favalli...
Perché il Presidente non fa col Milan ciò che vuol fare con l'Italia?
Risparmiare tagliando gli sprechi, non vendendo il Colosseo alla Francia!
Inoltre iniziamo a fare come il Barcellona che dopo aver schierato Silvinho (34 anni) titolare nella finale di Champions 10 giorni fa, oggi non gli ha rinnovato il contratto!
Che avremmo fatto noi?
Ve lo dico io: per gratitudine gli avremmo fatto un contratto a vita!
La società fa un giusto ragionamento quando dice che è giusto cambiare allenatore perché magari dopo tanto tempo si perdono gli stimoli.
Questo stesso ragionamento vale, però, anche per la dirigenza.
Tutte frasi che un tempo venivano ripetute (al contrario) dalla dirigenza del Milan, presidente in testa, per far capire la forza, la compattezza della società.
Oggi, evidentemente, questa frasi vanno corrette.
Oggi, evidentemente, tutto è cambiato.
Se un tempo Galliani diceva "prenderemo un big all'anno" oggi probabilmente dovremo imparare a perdere un big all'anno. Perché questa politica a questo porta!
Oggi offrono tanto a Kakà e il Milan non può pareggiare l'offerta.
Domani accadrà lo stesso con Pato, con Pirlo ecc. e quindi ci sarà sempre questo "ottimo" motivo per mandare via i pezzi migliori. Esattamente come fa l'Udinese, l'Atalanta.
Berlusconi non vuole più spendere certe cifre.Berlusconi non vuole più ripianare.Giusto, giustissimo... ma allora che cosa ci sta a fare nel calcio?Perché non lascia?
Il calcio non è guadagno, il calcio è passione!
Perché fa finta di averlo dimenticato?
E' immorale pagare un calciatore 9/10 milioni di euro?
Giusto!
Ma è immorale anche pagarlo 1 milione di euro, se è per questo.
E' immorale anche pagarlo 300 mila euro all'anno (1000 euro al giorno) se il metro di paragone è la gente che 1000 euro li guadagna in un mese e mezzo.
Ma di che cosa stiamo parlando?
Ci accorgiamo solo oggi che il calcio sconfina nell'immoralità?
Io credevo che il calcio fosse, da sempre (cioè dagli inizi del secolo scorso) l'emblema dell'immoralità senza bisogno che la nostra ipocrita società venisse a ricordarcelo ogni volta che ha nelle mani un'offerta buona.
"Il Milan non può perdere 60 milioni all'anno".
Sono d'accordissimo caro sig. Galliani.
Ma il Milan perde 60 milioni all'anno anche perché lei continua a sbagliare acquisti (Oliveira a 20 milioni! Emerson! Ronaldo! Rivaldo! Redondo! Shevchenko bis!) e continua a rinnovare in maniera folle certi contratti!
Pensiamo a Dida che, poverino, non ha più la minima idea di come si stia in porta!
Pensiamo a Seedorf, un giocatore che sono anni che cammina in campo!
Pensiamo a Favalli...
Perché il Presidente non fa col Milan ciò che vuol fare con l'Italia?
Risparmiare tagliando gli sprechi, non vendendo il Colosseo alla Francia!
Inoltre iniziamo a fare come il Barcellona che dopo aver schierato Silvinho (34 anni) titolare nella finale di Champions 10 giorni fa, oggi non gli ha rinnovato il contratto!
Che avremmo fatto noi?
Ve lo dico io: per gratitudine gli avremmo fatto un contratto a vita!
La società fa un giusto ragionamento quando dice che è giusto cambiare allenatore perché magari dopo tanto tempo si perdono gli stimoli.
Questo stesso ragionamento vale, però, anche per la dirigenza.

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