Se ripenso alla partita a mente fredda posso dire certamente che le cose buone sono state molto buone. Le cose meno buone, in definitiva però, sono sempre le stesse.
Partiamo dalle buone.
E' ufficiale: Borriello ci serve come il pane. In goal praticamente calciando da fermo, al primo pallone giocato, sempre pericoloso, sempre consapevole del movimento o del passaggio da fare, è il giocatore che ci mancava. Molto bene Pato. A volte sembra stia giocando con gli amici nel parco e un secondo dopo te la mette nel "sette" con una naturalezza che ti fa sobbalzare sulla poltrona. Non è un mistero che debba crescere dal punto di vista tattico e della concentrazione. Paurosi alcuni scatti.
Bene Kakà, soprattutto perché è cresciuto alla distanza, Jankulovsky, perché finalmente anche un nostro terzino (dopo il Cafù del 2003) arriva in area avversaria, bene Antonini che a me piace molto. La politica Arsenal insegna: ai giovani bisogna dare fiducia.
A questo proposito, speravo che ieri giocasse il mio pupillo, Cardacio. Sarà per la prossima volta.
Meno bene l'attenzione. Abbiamo dei cali di tensione che non ci possiamo permettere. E non mi riferisco al solito goal che il solito fenomeno inventa da 30 metri, ma proprio a tutta una serie di sbavature, di errori banali che non dobbiamo commettere.
Migliora Kaladze, migliora Shevchenko, che ha un disperato bisogno di minuti nelle gambe, non migliora Dida.
Signori, questo è un problema. Nel senso: non è Dida il vero problema. Il vero problema è che in quanto squadra di calcio che strapaga i calciatori, non dobbiamo avere quella che è una delle maggiori cause delle nostre (poche a dire la verità) sfortune: la gratitudine.
La gratitudine deve esistere ma fino a un certo punto!
Partiamo dalle buone.
E' ufficiale: Borriello ci serve come il pane. In goal praticamente calciando da fermo, al primo pallone giocato, sempre pericoloso, sempre consapevole del movimento o del passaggio da fare, è il giocatore che ci mancava. Molto bene Pato. A volte sembra stia giocando con gli amici nel parco e un secondo dopo te la mette nel "sette" con una naturalezza che ti fa sobbalzare sulla poltrona. Non è un mistero che debba crescere dal punto di vista tattico e della concentrazione. Paurosi alcuni scatti.
Bene Kakà, soprattutto perché è cresciuto alla distanza, Jankulovsky, perché finalmente anche un nostro terzino (dopo il Cafù del 2003) arriva in area avversaria, bene Antonini che a me piace molto. La politica Arsenal insegna: ai giovani bisogna dare fiducia.
A questo proposito, speravo che ieri giocasse il mio pupillo, Cardacio. Sarà per la prossima volta.
Meno bene l'attenzione. Abbiamo dei cali di tensione che non ci possiamo permettere. E non mi riferisco al solito goal che il solito fenomeno inventa da 30 metri, ma proprio a tutta una serie di sbavature, di errori banali che non dobbiamo commettere.
Migliora Kaladze, migliora Shevchenko, che ha un disperato bisogno di minuti nelle gambe, non migliora Dida.
Signori, questo è un problema. Nel senso: non è Dida il vero problema. Il vero problema è che in quanto squadra di calcio che strapaga i calciatori, non dobbiamo avere quella che è una delle maggiori cause delle nostre (poche a dire la verità) sfortune: la gratitudine.
La gratitudine deve esistere ma fino a un certo punto!
Nello specifico: a Dida saremo grati per sempre per quei benedetti rigori di Manchester, ma non possiamo tenere un portiere che ti fa venire il batticuore anche quando esce sui palloni a campanile, perché ci ha fatto vincere una partita anche se storica.
Ce l'ha fatta vincere, giocava per noi, è stato pagato per quello. Stop.
Sono personalmente convinto che per circa 2 anni sia stato superiore anche a Buffon, ma è da troppo tempo che non gioca più a livelli accettabili e noi, soprattutto in questo momento, recuperarlo (ammesso sia possibile) è un lusso che non ci possiamo permettere.
Sotto con la Lazio, adesso. Con fiducia e coraggio.
Ho letto che Moratti vuole prendere Maradona.
Dopo un attimo di sbandamento, ho capito.
Ha venduto Pelè, Van basten è occupato... tutto quadra.

Nessun commento:
Posta un commento